Sala operativa 2
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© Studio Odontoiatrico Ortodontico Specialistico Dottor Scaglione

Il riunito rappresenta il cuore dello studio odontoiatrico, attorno al quale si svolge tutta l’attività del dentista.

Proseguiamo la descrizione iniziata nella pagina relativa alla sala operativa 1 e soffermiamoci ora sulla faretra ovvero l’unità su cui sono montati gli strumenti odontoiatrici.

Turbina

È il classico strumento rotante, costituito da un rotore attivato dall’aria compressa che permette, a sua volta, la rotazione di frese montate sulla punta dello strumento.

È caratterizzata da un’elevata velocità di rotazione (500.000 rpm) ma da una bassa coppia di rotazione. Attualmente molte turbine e molti manipoli sono dotati di fibre ottiche che permettono un’ illuminazione ottimale del campo di lavoro.

IMG_0272Manipoli

Vengono montati su un micromotore ad attivazione elettrica o ad aria che, attraverso un alberino e degli ingranaggi, trasmette il movimento alla fresa. Il micromotore è caratterizzato da una velocità di rotazione di 40.000 rpm e da un’elevata coppia di rotazione.

Il manipolo ad ultrasuoni può essere collegato alla faretra da un apposito cordone, o essere costituito da un’unità indipendente non collegata al riunito. Esistono diverse tipologie di ultrasuoni odontoiatrici. Hanno una frequenza di vibrazione nel campo dell’udibile; strumenti ultrasonici. La loro frequenza di vibrazione supera i 20.000 Hz e sono attualmente i più diffusi; a seconda della modalità di creazione del movimento, si distinguono in strumenti magnetocostrittivi e piezoelettrici. I manipoli a ultrasuoni vengono utilizzati nelle manovre di igiene e, montando apposite punte abrasive, in endodonzia, protesi e chirurgia.

Siringa aria/acqua

Consente le manovre di lavaggio e asciugatura degli elementi dentari.

Lampada fotopolimerizzatrice

IMG_0273Permette l’attivazione del canforochinone contenuto nelle resine composite usate per le otturazioni e la ricostruzione delle protesi. I monomeri contenuti nelle resine vengono attivati da un fascio di luce blu di lunghezza d’onda specifica (tra 420 e 480 nm) e reagiscono trasformandosi in catene polimeriche che conferiscono durezza al materiale.

La lampada può essere anche usata in fase diagnostica per valutare la presenza di carie nei settori anteriori (incisivi e canini) tramite la tecnica della transilluminazione. La parte cariata del dente apparirà di un colore diverso rispetto al resto dell’elemento.